Donne con le gonne – Fotoromanzi, belletti e reggiseni imbottiti

Nel marzo del 2007, in occasione della Festa della Donna, si tenne a Bologna un importante convegno intitolato “Al silenzio…, all’imbarazzo…, all’invisibilità. Tra femminile e disabilità”. Importante perché declinava al femminile alcune tematiche riguardanti il deficit, soffermandosi su aspetti propri dell’essere donne: la cura di sé e del proprio corpo, la bellezza, la maternità, il rapporto con la propria madre… Importante perché fece emergere come tanti aspetti fossero comuni a tutte le donne, e non specifici delle donne disabili: ad esempio il rapporto conflittuale con la madre, o il rapporto conflittuale con lo specchio, o l’ansia di non saper gestire un neonato…

Il magico Alvermann – Etichetta e preferenze

Sono sempre stato convinto che la caratteristica della nostra famiglia sia la riservatezza. Portiamo il pudore a estremi incredibili, tanto nel nostro modo di vestirci e di mangiare come nel modo di esprimerci o di salire sul tram. I soprannomi, per esempio, che con tanta noncuranza vengono affibbiati nel quartiere di Pacifico, sono per noi motivo di estrema cura, di riflessione e persino di inquietudine. Ci sembra che non si possa attribuire un nomignolo qualsiasi a qualcuno che dovrà farlo suo e portarlo come un attributo per tutta la vita.

Il magico Alvermann – Il segno è una metafora meravigliosa

Il corpo è per l’artista un Teatro di Operazioni, l’ambito di una ricerca, un modello sempre a portata di mano e a buon mercato, un Robot, l’avvio d’una investigazione, la verifica del gesto, il veicolo dell’Arte e le arti altre. Perciò, io NON amo il mio corpo in quanto di serie A, ma per la tenerezza che mi fa quando mi saluta denutrito un mattino allo specchio che non mi guardavo da molto tempo. I muscoli, drappeggiati come veline sulle ossa.