8. Bibliografia

(1) AA.VV., La “normale” complessità del venire al mondo, Milano, Guerini Studio, 2006 (2) Ammaniti M., Manuale di Psicopatologia dell’infanzia, Milano, Cortina Raffaello Editore, 2001 (3) Arnheim R., Arte e percezione visiva, Milano, Feltrinelli, 2007 (4) Bertini G., Bonizzato L. (a cura di), La bellezza dei margini, Atti del convegno Leggi tutto…

7. Conclusioni

Così, narrando, siamo giunti alla fine di questa trattazione. Per concludere, quale che sia la predisposizione genetica, essa deve tuttavia essere innescata da fattori ambientali per manifestarsi (18 pag. 119), e il setting arte terapeutico madre/bambino rappresenta l’opportunità di ritrovare il filo del discorso interrotto o del dialogo mai esistito, Leggi tutto…

5. Le fasi della crescita nel Setting

Adesso cresco, cresco, cresco (Chloé, 4 anni) (1 pag. 353) Esistono alcuni temi legati all’età del figlio, che l’arte terapeuta può tenere in mente e che rendono più semplice l’individuazione della strada da percorrere nelle specifiche tipologie patologiche e che sono esemplificate nei seguenti paragrafi, prima di trattare della specificità Leggi tutto…

4. Lavorare nel setting: alcuni elementi pratici

Io ho volato, gattonato e sono entrata dall’ombelico… (Erika, 3 anni) (1 pag 155) L’arte terapeuta che si trova a operare in setting madre/bambino può partire da elementi molto pratici quali l’esclusione di un certo tipo di materiale, il posizionamento di aree-rifugio nel setting, la realizzazione di campi di intervento Leggi tutto…

2. Perché un setting madre/bambino in arte terapia

I bambini danno molta più importanza a ciò che i genitori fanno, che a ciò che essi dicono. (Marie von Ebner-Eschenbach)  “Ciò che distingue i neonati umani da quelli di altri mammiferi è la sensibilità che il bambino possiede per l’interazione con altri umani” (18 pag. 42). Sue Gerhardt, partendo Leggi tutto…