a cura di Annalisa Brunelli, pedagogista, e Roberto Parmeggiani, educatore e scrittore 

“Un giorno Beatrice mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto rivederla mia madre. Non sapevo cosa rispondere. E a lei sarebbe piaciuto rivedermi? Volevo chiederlo a Beatrice, ma a che sarebbe servito? La risposta non è certo nei libri che mi presta. O forse sì, chissà? I libri contengono tante di quelle risposte che mi confondono. I libri mi trasportano dappertutto e io mi lascio trasportare. Ogni tanto Beatrice me ne suggerisce qualcuno che le è piaciuto in modo particolare, così poi possiamo parlarne. E quando parli dei libri, accade sempre un fatto strano: ti accorgi di come le stesse parole possano suscitare nelle persone sentimenti diversi, sorprendenti, misteriosi. Tante risposte diverse a una stessa domanda: perché? Perché la gente nasce, muore, ride, piange, viaggia, corre, cammina, si ammazza, aiuta, respinge? Perché la gente se ne va? Perché io non voglio fermarmi mai? Tante risposte, nessuna risposta”.

Barbara Garlaschelli, Davì, Camelozampa, Monselice, 2013 (p. 23)

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