Riscrivere i testi dei programmi dei gruppi politici europei con una scrittura facile da leggere perché tutte le persone disabili possano partecipare: è questo lo scopo del progetto europeo rivolto allo 0,1 % dei cittadini europei con disabilità intellettiva. Ne parliamo con Anna Contardi, responsabile del progetto per conto dell’AIPD.
In appendice  l’esperienza dei “Laboratori per le autonomie”.

Che cos’è il progetto My opinion My vote?

M.O.TE – “My Opinion My Vote” è un progetto multilaterale, finanziato dalla Commissione Europea, Direzione Generale per l’Educazione, la Cultura e gli Audiovisivi, Programma di educazione permanente, Sottoprogramma Grundtvig realizzato dall’Associazione Italiana Persone Down (AIPD) in partenariato con associazioni ed enti di Danimarca, Spagna, Irlanda, Malta e Ungheria. Lo scopo del progetto è sostenere le persone con disabilità intellettiva a essere cittadini attivi, anche attraverso il voto. Lo 0,1% dei cittadini europei ha una disabilità intellettiva. La maggior parte delle persone con disabilità intellettiva non prende parte come elettore alla vita politica, di conseguenza non esercita il suo diritto di voto. Tale situazione può essere dovuta alla mancanza di:

  • consapevolezza ed educazione delle persone con disabilità intellettiva
  • consapevolezza da parte dei familiari e operatori
  • facilitazioni da parte delle autorità pubbliche.

Come si è sviluppato?

Per affrontare quanto prima espresso il progetto ha svolto le seguenti azioni:

  • un’attività di ricerca per esaminare la diffusione dell’esercizio dei diritti politici nei sei stati rappresentati nel progetto. Sondare l’auto-percezione di “cittadini” europei/nazionali/locali nelle persone con disabilità intellettiva e individuare esempi di “buona pratica” in questo campo già sperimentati anche con altri gruppi di riferimento 
  • progetto, sviluppo e verifica (con la collaborazione di un gruppo pilota europeo e gruppi di sperimentazione nazionali) di un programma educativo (con persone con disabilità intellettiva e operatori) consistente in due moduli contenenti dieci unità didattiche
  • 2 campagne di sensibilizzazione rivolte alle persone con disabilità intellettiva, agli operatori, ai responsabili del settore e ai partiti politici.

 

Quali documenti riscrivete per renderli più chiari? Tutti o solo una particolare tipologia?

Durante il progetto abbiamo tradotto in alta comprensibilità i testi dei programmi dei gruppi politici europei alle ultime elezioni europee. Sono stati poi scritti in alta comprensibilità i depliant per le due campagne e i materiali per i percorsi educativi.


A quale pubblico vi rivolgete?

Il progetto è nato pensando alle esigenze delle persone con disabilità intellettiva.


Quali tecniche di scrittura avete utilizzato per trascrivere i documenti?

Ci riferiamo alle tecniche dell’alta comprensibilità o easy reading.

In sintesi queste ne sono le regole.

  • Le parole: si utilizza un lessico comune, attingendo il più possibile dal vocabolario di base, cioè l’insieme minimo di parole che garantisce la possibilità di comunicare;

di fronte a una coppia di sinonimi si sceglie quello meno forbito (ad es. “andare” piuttosto che “ recarsi”); si preferiscono le parole concrete alle espressioni astratte (meglio “impiegati” che “risorse umane”); non si usano possibilmente acronimi o abbreviazioni; si limita l’uso di termini tecnico-specialistici e si spiegano con parole semplici quelli di cui non si può fare a meno

  • Le frasi: si dà una struttura semplice, soggetto, verbo, complemento; si prediligono le frasi brevi (max 20-25 parole) e non si dice con molte parole ciò che si può dire con una (invece di “alla luce di tutto ciò” basta “quindi”); non si mettono troppe informazioni in un’unica frase; si legano le frasi con rapporti di coordinazione piuttosto che di subordinazione; si predilige la forma attiva a quella passiva, quella affermativa a quella negativa, l’indicativo al congiuntivo, i verbi ai sostantivi corrispondenti
  • Il testo: le informazioni non vengono presentate in ordine casuale, ma secondo un criterio logico o cronologico che aiuti a seguire il filo del discorso; l’informazione principale precede di solito i dettagli, le conclusioni sono fornite prima delle motivazioni; il testo è frammentato in paragrafi (titolo, sottotitoli, parole evidenziate orientano il lettore); si usano elenchi numerati o puntati per ordinare le informazioni; si usano congiunzioni e avverbi che esplicitano i rapporti tra i vari concetti; si utilizzano esempi e riassunti
  • L’aspetto del testo: la ricerca ha evidenziato anche alcune caratteristiche della grafica dei documenti che ne favorisce la leggibilità: caratteri grandi, almeno corpo 12; caratteri con grazie come il Times new roman sono più leggibili ad esempio dell’Arial perché le grazie guidano lo sguardo; meglio l’allineamento a sinistra che il testo giustificato; le varie parti del testo sono separate da spazi bianchi che fanno respirare pagina e lettore; tabelle e grafici favoriscono la comprensione; uno stile sobrio senza eccesso delle varie forme di messa in rilievo offerte dalla videoscrittura; mai troppi colori; coerenza delle scelte grafiche nell’intero documento.

Ovviamente la garanzia che un testo sia effettivamente leggibile è dato soprattutto dall’attività di testing su un campione di lettori con caratteristiche analoghe a quelle dei lettori cui esso è destinato. Alcuni linguisti hanno anche elaborato degli indici di leggibilità cioè delle formule matematiche per determinare la facilità di lettura di un testo i cui limiti però sono legati al fatto che valutano il testo soprattutto sotto un profilo quantitativo e non qualitativo, come la lunghezza di parole e frasi, mentre la chiarezza di un testo si gioca soprattutto sul piano dei contenuti e della loro organizzazione. Il test è quindi il sistema di validazione più efficace.


I documenti riscritti vengono controllati dagli autori?

Di solito noi “scriviamo” piuttosto che “riscriviamo”. Nel caso dei manifesti dei partiti abbiamo comunque inviato i nuovi testi ai gruppi e alcuni li hanno approvati e messi sul loro sito.


Quello che avete fatto per la comunicazione politica non potrebbe essere rifatto anche per altri ambiti? Per fare solo un esempio la comunicazione tra la Pubblica Amministrazione e il cittadino.

Assolutamente sì. La scrittura altamente comprensibile dovrebbe essere uno stile di scrittura che caratterizza tutte le comunicazioni con un pubblico ampio. Non si tratta solo di rivolgersi alle persone con disabilità intellettiva ma di migliorare la comprensione per tutti. Sicuramente persone con basso livello di istruzione o scarsa conoscenza della lingua ne possono trarre particolare utilità.


Come si evolverà in futuro questo progetto?

Stiamo cercando di dare “stabilità” a un centro risorse che stimoli e sostenga la partecipazione politica delle persone con disabilità cercando fondi con altri progetti.

My opinion My vote

www.myopinionmyvote.eu/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1

 

“Laboratori per le autonomie”

Intervista ad Anna Contardi, condirettore dell’iniziativa pubblicata dalle edizioni Erickson.
Che cos’è la collana “Laboratori per le autonomie”?

La collana nasce dal desiderio di ampliare strumenti e occasioni per far crescere l’autonomia delle persone con disabilità intellettiva e non solo. Si affrontano temi legati alla vita quotidiana dentro e fuori casa. I testi si rivolgono a persone con disabilità intellettiva, ma anche stranieri, persone poco informate su quel tema, bambini e ragazzi senza disabilità. Ogni volume ha nella contro copertina un fascicolo di accompagnamento per educatori e genitori.


Quali sono i titoli che avete prodotto fino ad oggi?

Contardi A, Castignani D., Coltelli e fornelli, Trento, Erickson, 2008
Contardi A., Castignani D., Da soli in città senza mamma e papà, Trento, Erickson, 2009

Berarducci M., Cadelano F., Valigia e biglietto, un viaggio perfetto, Trento, Erickson, 2010

Contardi A.,Castignani D., Berarducci M., Fare spese senza sorprese, Trento, Erickson, 2012

Che tipo di scrittura avete utilizzato?

Ci siamo sempre rifatti alla scrittura altamente comprensibile.


Per migliorare la comprensione avete puntato anche sulle immagini e gli elementi grafici?

Abbiamo usato icone per sottolineare alcuni passaggi, immagini di illustrazione, fotoromanzi, sottolineature attraverso l’uso del colore.

Che tipo di riscontro avete avuto da parte dei lettori?

Un buon riscontro. Il libro di ricette è stato molto apprezzato in generale anche da chi semplicemente non sapeva cucinare e ne ha apprezzato facilità ed esaustività.

Esistono altre collane simili alla vostra in Italia ma anche all’estero? 

No che io sappia. Esistono testi semplici o semplificati, ma non conosco collane analoghe.

Collana “Laboratori per le autonomie”
www.erickson.it/Pagine/Risultati-Collana.aspx?col=17548

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