Leggere è un diritto fondamentale: conduce a sapere, a pensare, a scegliere. Così enuncia la Carta dei diritti del Lettore presentata al recente salone del libro di Torino.

L’affermazione è da condividere in pieno, e ci mette subito di fronte ai bambini e alle persone per cui la lettura può rimanere un grande ostacolo, come lo è stato all’inizio per tutti. Le persone con vari tipi di disabilità uditive, per esempio.

Non basta imparare a pronunciare una parola o a decifrarne una scritta per capirne il significato. Così come non basta riconoscere tutte le parole presenti in una frase per comprenderne il senso.

 

Per ogni bambino la parola corrisponde a suoni che ha sentito e che continuamente sente, a cui ha attribuito un valore, un significato, nel confronto con adulti o nell’interazione con altri bambini che gli stanno vicino.

Molti di questi suoni complessi, parole e frasi, il bambino li ha uditi per caso, nel grande flusso di suoni che il suo orecchio riceve e il suo cervello elabora e memorizza, senza che ce ne sia coscienza; li ha conosciuti nel colloquio continuo con la mamma e i familiari; li ha incontrati in storie a lui raccontate; li ha confrontati in contesti diversi.

Leggere e scrivere diventa quindi un’operazione più o meno lunga e più o meno complessa di unione di esperienze a cui si arriva come una logica conseguenza, anche per le sollecitazioni dell’ambiente intorno, per le osservazioni dirette che si fanno, per il confronto con le scritte che compaiono nelle pubblicità, nei cartelloni, nei libri, accanto a immagini e illustrazioni.

 

Il bambino con sordità per diventare capace di leggere ha bisogno di essere condotto a conoscere segni e segnali che non può sentire, appresi con continuo esercizio e con una certa fatica, non naturalmente come gli altri bambini. Questo percorso potrà offrirgli vantaggi importantissimi, perché la lettura può diventare la fonte più ampia di conoscenza, di sollecitazione al pensiero, di stimolo a elaborare progetti, a porsi domande, a sviluppare creatività. L’atteggiamento da sostenere e provocare, fin da piccolissimi, è il piacere di comunicare e di relazionarsi con gli altri partendo dalle esperienze di gioco e dalla vita quotidiana.
Il libro deve entrare nell’esperienza del bambino con difficoltà uditiva fin da subito, come strumento piacevole, familiare e da condividere, da accompagnare a ogni forma di terapia abilitativa del linguaggio, ma anche a ogni occasione educativa, sia familiare che scolastica.

La strategia è quella di riuscire a trasformare il libro da oggetto-ostacolo ad amico.

 

Per realizzare a pieno il diritto di leggere non si tratta di creare libri speciali o specifici, ma è necessario offrire ai bambini con sordità tutte le occasioni favorevoli possibili per avvicinarsi e appropriarsi della lingua italiana, strumento fondamentale per una vera inclusione, che comprende la lettura.

L’obiettivo a lungo termine si traduce nella possibilità per il bambino di poter scegliere quello che più lo interessa o lo attira da uno scaffale di una qualsiasi libreria e di riuscire a studiare i libri di testo proposti dalla scuola, come dovrebbero poter fare tutti.

 

Conquistare competenza linguistica è un percorso sicuramente impegnativo ma possibile, in cui gli adulti – genitori, educatori, tecnici, professionisti – giocano un ruolo fondamentale, soprattutto nel provocare nel bambino un atteggiamento curioso e interessato verso ciò che accade, farlo sentire sicuro di sé e fiducioso nei confronti degli altri.

La fatica e l’impegno che i bambini con deficit uditivi devono impiegare per entrare in comunicazione con gli adulti di riferimento o con i compagni, per comprendere le situazioni che incontrano e per comunicare le proprie esigenze o le proprie scoperte, devono essere affiancati dalla soddisfazione di essere accolti, di comprendere e di partecipare insieme.

Questo significa che fin da piccolissimi hanno grandi vantaggi nel vivere in ambienti in cui il piacere supera la fatica, dove il gioco scalza l’esercizio, dove gli stimoli adeguati annullano le richieste di prestazioni.

La motivazione quindi gioca un ruolo fondamentale nel sostenere il bambino sordo nel percorso, impegnativo, di avvicinamento al libro e alle storie.

Il ruolo dell’adulto che media l’incontro con il libro, soprattutto se pensiamo al bambino ancora piccolissimo, è perciò fondamentale perché in base alle sue scelte e alle sue proposte potrà stimolare e incentivare quell’interesse e quella curiosità che porteranno il bambino a richiedere e a ricercare i libri.
Una proposta ripetuta non adeguata può portare a un rifiuto del libro; sapere cosa si propone e perché, può invece incidere positivamente sul percorso di crescita del bambino.

L’adulto quindi deve conoscere i libri, amarli, e continuamente ricercare le proposte di qualità che l’editoria per bambini e ragazzi, italiana e straniera, offre al mercato.
Se ci si riferisce infatti come bacino di scelta non ad alcuni libri specifici, ma a tutti i libri per bambini esistenti nelle librerie, le possibilità a disposizione si moltiplicano e così anche la varietà di contenuti, stili grafici e strutture narrative.
Bisogna saper scegliere in base alle esigenze e in base agli obiettivi che ci si pongono.

Si possono trovare libri senza parole, libri fotografici, libri con illustrazioni molto descrittive e lineari rispetto alla narrazione, oppure illustrazioni che si discostano molto dalla realtà, storie costruite in poche righe, racconti con strutture complesse, libri che ripetono più volte la stessa frase… e via dicendo.
Si possono trovare i libri più adeguati, per forma, struttura, immagini, per quel bambino, in quel momento.

È importante avvicinarsi ai libri con uno spirito di ricerca e con la creatività necessaria per poter trovare in essi aiuti, suggerimenti, strategie per supportare, rinforzare, stimolare il più possibile la comprensione del bambino che si ha di fronte.

 

Il libro offre di per sé due caratteristiche molto utili al bambino sordo: la permanenza e la ripetibilità.
Il libro è un oggetto che rimane nel tempo e come tale può essere letto e riletto più volte.
Questo è un fatto normale, anzi, è uno degli aspetti che rende il libro così piacevole ai bambini. Le storie, raccolte nelle immagini, possono essere guardate numerose volte senza perdere interesse. Il libro prima di tutto offre tempo, senza stancare.

Il libro inoltre è un oggetto creato appositamente per comunicare e inevitabilmente mette in relazione.
Leggere insieme un libro significa condividere un contesto e informazioni visibili, che si possono indicare, nominare, commentare.
Le immagini possono diventare un importante supporto alla comunicazione, perché possono rendere visibile un concetto al quale ci si riferisce o aiutare a ri-raccontare ciò che si è compreso. La varietà di contenuti e di stili delle illustrazioni permette di affrontare la stessa tematica da più punti di vista, è una sorta di dizionario dei sinonimi molto ricco, che propone molte varianti non stereotipate.

Il semplice fatto che il libro è fatto di pagine che si susseguono una dopo l’altra seguendo una certa logica e un filo di significato ben preciso, aiuta il bambino a comprendere che esiste una certa sequenza tra gli avvenimenti, che si susseguono per nessi di causa/effetto.
Acquisire tale capacità non è affatto scontato ed è un ambito su cui è necessario interrogarsi e su cui lavorare a fondo. È importante scegliere quei libri che aiutano a comprendere il nesso tra gli avvenimenti e che stimolano la curiosità nel semplice gesto di girare pagina, per poter scoprire cosa succederà.

Entrare in questo meccanismo significa aiutare il bambino a riconoscere nella realtà le connessioni che esistono tra le cose, a rappresentarsi un ordine temporale/causale e a fare previsioni, tutte capacità essenziali per poter sviluppare un proprio pensiero narrativo.
A livello pratico significa riuscire a crearsi una narrazione che potrà guidare il proprio gioco, riconoscere quello degli altri e condividerlo.

 

Seguendo tappe progressive che procedono per piccole variazioni aumentando passo passo la complessità, si aiuta il bambino a entrare in una storia, o meglio, nel campo dell’immaginazione. Per il bambino con sordità è già una grande conquista la conoscenza delle parole e dei concetti legati alla sua esperienza concreta, ma fin da piccolo è importante abituarlo alla possibilità data dalla fantasia e all’immaginazione di cambiare funzione alle cose e quindi di ampliare le occasioni di gioco, anche simbolico.
Il libro può aiutare a rendere visibili le trasformazioni (di simboli e significati) e quindi a comprendere ciò che in realtà si immagina soltanto, grazie alle illustrazioni che possono intervenire concretamente sulla realtà, mostrando il graduale passaggio tra l’esperienza concreta e quella astratta.

Per il bambino riuscire a cogliere questi aspetti significa prima di tutto poter ridere insieme agli altri durante il racconto di storie buffe, o semplicemente poter condividere nel gioco un bastoncino facendo finta che sia un aereo o una spada.

 

I libri devono entrare nella quotidianità dei bambini con deficit uditivi fin da subito, soprattutto perché trattengono le parole-frasi, i concetti, i pensieri che, se solo pronunciati verbalmente, possono sfuggire e disperdersi.

Se il bambino, quando affronterà l’impegno di imparare a leggere, non avrà già sviluppato una consuetudine e una familiarità con le storie che i libri possono raccontare, con il tempo e il ritmo della narrazione, con contesti fantastici, con il piacere di ricevere e ampliare interessi, potrà avere grandi difficoltà, non a decifrare la scrittura, ma a comprendere il significato di ciò che legge.

È un passaggio molto delicato, che deve essere supportato e stimolato con grande cura e attenzione. Se nel tempo si sommano troppe lacune per cui la lettura diventa (meno abituale) troppo complessa, i ragazzini sordi possono perdere la capacità di comprendere le informazioni che la scuola, gli amici, la pubblicità, i film, i giornali indirizzano ai coetanei. È questo che provoca esclusione.

I libri sono importanti, ma diventano indispensabili nel momento in cui si arriva a capire che davvero possono condurre a sapere, a pensare, a scegliere.

A partecipare insieme agli altri a quello che accade e a fare progetti con competenza.

 

Per saperne di più:
www.fondazionegualandi.it

www.effeta.fondazionegualandi.it

www.ilcavallinoadondolo.it

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