Pietro Vecchiarelli si occupa, per la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, di realizzare sussidi didattici e materiali ludici destinati all’educazione degli alunni con disabilità visive. Dal 2004 è responsabile per l’Italia di Typhlo & Tactus, un progetto europeo per lo sviluppo della letteratura tattile per l’infanzia. Proprio dall’esperienza di questo progetto sono nate le collane editoriali per la prima infanzia delle quali è curatore. Si occupa inoltre di organizzare iniziative promozionali a sostegno del libro tattile illustrato.

 

Che cos’è un libro tattile, e quali sono le sue caratteristiche?

Quando gli studenti ciechi si formavano all’interno di scuole speciali, i libri tattili erano ideati e realizzati solo per soddisfare le loro specifiche esigenze, senza curarsi troppo della possibilità di una loro fruizione più ampia. In realtà, l’esperienza degli ultimi anni ci insegna che, se confezionati seguendo criteri anche estetici oltre che naturalmente tiflologici, diventano strumenti didattici e ludici piacevoli e stimolanti per tutti i bambini. Le suggestioni sensoriali tattili, olfattive, sonore, perfino quelle legate al gusto, sono infatti preziosissime ed efficacissime per incuriosire e così avvicinare tutti i piccoli lettori all’oggetto libro.

Non dimentichiamo che molti bambini hanno bisogno di essere stimolati nelle prime letture, che sono quasi più un impegno che un piacere. Ecco, il libro tattile contribuisce a renderle più giocose. E naturalmente è uno strumento straordinario di integrazione tra bambini ciechi e vedenti, un’occasione per il bambino di avvicinare il compagno cieco sfogliando lo stesso libro. I libri delle nostre collane presentano infatti i caratteri Braille affiancati dai caratteri a stampa con illustrazioni in rilievo molto colorate e realizzate con differenti textures, consentono quindi una lettura condivisa con gli amici o i familiari vedenti. Le loro storie anche se spesso sono brevi per esigenze tecniche, hanno la capacità di regalare ai lettori emozioni e sorprese poiché vi si trovano personaggi da accarezzare, manipolare e talvolta pagine da annusare.

Sono libri che, per la grande cura artigianale con la quale sono realizzati e per l’aspetto sperimentale delle tecniche impiegate, si configurano spesso come libri d’artista. Sono oggetti realizzati per lo più a mano e in tirature limitate. Per un bambino con disabilità visiva, toccare è conoscere ed è quindi necessario offrirgli una ricca gamma di illustrazioni in rilievo per metterlo in grado di dare e ricevere comunicazioni. Il tatto difatti ha modalità d’interpretazione e di discriminazione delle forme molto differenti dalla vista. Perché un’immagine possa essere compresa e interpretata attraverso le dita non è certamente sufficiente evidenziare a rilievo l’immagine visiva dell’illustrazione. È fuorviante e poco utile ricercare una rappresentazione fotografica della realtà mentre si progetta un’immagine per un bambino cieco perché si rischia di incappare in fraintendimenti di ordine prospettico o di chiaroscuro; gli effetti della luce e le leggi dell’ottica ci aiutano, infatti, poco o nulla, molto di più va ricercata la simbolizzazione o l’allusione. Le tecniche per realizzare un libro tattile sono diverse, così come diverse possono essere le interpretazioni delle sue immagini. È per questo motivo che il discorso si complica perché l’interpretazione di un’immagine senza dubbio è soggettiva in quanto frutto del percorso formativo personale di chi esplora e legge con le dita.

L’immagine tattile per essere interpretata correttamente deve essere ideata e costruita seguendo alcune regole: forme complete e ben definite, marcato rilievo degli elementi, materiali e textures che rimandino il lettore alla realtà che viene rappresentata. Il libro deve essere resistente alla manipolazione e quindi solido e con elementi che non devono staccarsi. Molta cura va messa inoltre nella rilegatura che deve consentire al libro di aprirsi completamente, con facilità, per potere essere adagiato bene sul tavolo in modo da rendere ottimale la lettura con le mani.

Graufrage, serigrafia, sistema Minolta, disegno puntinato, termoformatura, floccatura, serigrafia, termografia e collage materico sono solo alcune delle molte tecniche utilizzate per inserire illustrazioni a rilievo. Fra queste, un posto di riguardo occupa l’illustrazione a collage materico (che utilizza diversi materiali, diverse forme e textures) per la sua ricchezza di materiali e la sua finezza descrittiva e perché più ricca e più accattivante agli occhi del compagno di banco vedente; favorisce quindi maggiormente l’integrazione scolastica e sociale.

Un altro aspetto molto importante da considerare è che il Braille non è una lingua quindi, per essere corretti, non si può parlare di “traduzione” di un testo ma di una sua trascrizione. Il Braille è solo un codice grafico, dove a ogni simbolo della nostra segnografia corrisponde un simbolo tattile formato da una combinazione di 6 punti in un casellino di dimensioni standard. Con le nuove tecnologie è estremamente semplice trascrivere in Braille un file di testo, quindi problemi tecnici di trascrizione non ve ne sono. Due aspetti tecnici, però, intervengono nell’ideazione di un libro con scrittura Braille: il formato del testo e la tecnica utilizzata per realizzare i puntini a rilievo. Il formato è condizionato dal carattere Braille che ha una dimensione standard che non può essere modificata, l’impaginazione del testo è quindi vincolata da questo fattore. La realizzazione del punto Braille deve invece tener conto della pressione alla quale esso è soggetto durante la lettura e quindi, perché sia durevole nel tempo, si devono usare carte ad alta grammatura o materiali plastici resistenti.

I libri tattili sono molto costosi da realizzare. Bisogna considerare gli alti costi di manodopera necessari alla preparazione degli elementi tattili e aggiungere a questi i costi di progettazione, stampa in nero e stampa Braille, rilegatura, scelta dei materiali e controllo delle fasi di realizzazione delle singole parti. Diversamente dai comuni libri a stampa, dove una volta realizzato il prototipo si può affidare tutto alla tipografia, nella produzione di un libro tattile bisogna seguire tutte le fasi di assemblaggio passo passo, perché nelle varie fasi di produzione s’incontrano sempre molti problemi tecnici, in particolare negli incollaggi e nelle rifiniture.

Sarebbe sicuramente interessante far divenire il libro tattile veramente patrimonio di tutti. Purtroppo, però, ad oggi le istituzioni non sono in grado di sostenere un tale sforzo, sia economico sia organizzativo, se non sottraendo fondi ad altre iniziative e crediamo non sia giusto siano le famiglie dei bambini con disabilità visive a doverlo fare. Questo dell’elevato costo è anche il motivo per cui non ci pare possibile pensare a una loro distribuzione presso le normali librerie poiché questo implicherebbe un ulteriore aumento del prezzo.

 

Quali sono le principali attività della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi?

La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi produce e fornisce gratuitamente il materiale didattico necessario a tutti gli studenti italiani che frequentano le scuole di ogni ordine e grado, la produzione di libri tattili affianca quella del materiale tiflodidattico, costituendo un ulteriore dispendio di energie e di risorse economiche.

L’anno passato la collaborazione con la casa editrice Les Doigts Qui Rêvent ci ha permesso di coeditare due libri, abbassando i costi di produzione che, per un libro tattile in bassa tiratura, sono di gran lunga superiori a qualsiasi produzione editoriale per l’infanzia. La Federazione partecipa anche alla commissione internazionale BITIB (Blind Infant Tactile Illustrated Books) in collaborazione con istituzioni universitarie e istituzioni di intervento precoce: stiamo lavorando su una decina di libretti tattili specifici per la primissima infanzia. I risultati sono molto interessanti e stimolanti, una ulteriore sfida per il prossimo futuro.

Sempre dedicati alla prima infanzia, in catalogo dal 2010, ci sono gli Uku Pata, realizzati in collaborazione con la casa editrice sudafricana “I read with my hands”: si tratta di dodici libri in stoffa per la pre lettura, morbidi, colorati e semplici, esplicitamente didattici ma anche divertenti come il libro dei suoni, quello delle tessiture, dei contrari, dei primi numeri, dei percorsi o delle differenze.

 

Che cos’è il progetto “A spasso con le dita”?

Si tratta di un progetto nazionale avviato nel novembre 2010 a sostegno dell’integrazione fra ragazzi ciechi, ipovedenti e vedenti, ideato dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e sostenuto da EnelCuore Onlus (la Onlus di Enel dedicata al sociale, che dal 2004 sostiene progetti di solidarietà in Italia e all’estero) con l’obiettivo di offrire gratuitamente durante il 2011 una collezione di cinque libri texture-illustrati a biblioteche pubbliche, reparti pediatrici, istituzioni impegnate nella promozione della lettura e istituzioni che operano per l’integrazione scolastica e sociale dei bambini con disabilità visive.

Ognuno di questi libri sarà realizzato in mille copie, una tiratura molto consistente, considerando che si tratta di una produzione prettamente artigianale. Il progetto rappresenta in questo senso una vera e propria sfida editoriale.

A oggi sono stati interamente prodotti i primi due titoli: Soffio di vento e Ho un po’ paura (Roma, Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, 2010). Il terzo titolo, Giorgetto l’animale che cambia aspetto, al momento è in fase di lavorazione mentre gli ultimi due titoli, Tutt’altro e Versi tra versi, al momento sono in fase di progettazione grafica. I libri scelti provengono da diverse esperienze internazionali (Norvegia, Francia, Germania e Italia) e soddisfano le esigenze di lettura di varie fasce d’età.

I primi due volumi sono stati distribuiti in 500 biblioteche pubbliche con sala ragazzi, 150 strutture pediatriche attrezzate con ludoteca e biblioteca, 180 istituzioni che operano a favore dei ciechi, 20 associazioni umanitarie mentre 150 copie sono state destinate alla promozione. La lista delle biblioteche pubbliche con sala ragazzi è stata fornita dal comitato scientifico del Progetto Nazionale “Nati Per Leggere” (NPL), realizzato dall’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri per promuovere in tutto il territorio nazionale la lettura fin dai primi anni di vita. I libri utilizzati per la promozione del progetto, sia della Federazione che da EnelCuore Onlus, sono stati impiegati in tutte le iniziative legate alla promozione della lettura, tra cui i laboratori didattici e le letture al buio per le classi di ogni ordine e grado durante la mostra “Di che colore è il vento” al Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia (22 gennaio-2 aprile 2011). Questa mostra è stata ideata nel 2008 dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi per portare a conoscenza del vasto pubblico il suo impegno nel campo della letteratura tattile per la prima infanzia e dell’integrazione scolastica e sociale fra bambini vedenti e non vedenti. Si tratta di un evento unico nel suo genere che prevede un’ampia esposizione di pubblicazioni nazionali e internazionali, momenti di approfondimento dedicati all’illustrazione tattile e al Braille, workshop curati da artisti e da esperti illustratori e laboratori per le scuole.

 

Cos’è invece il concorso “Tocca a te!”?

Per poter proseguire nella produzione di libri tattili e continuare ad arricchire il nostro catalogo “Leggere è uguale per tutti” è importante trovare nuove idee, ricevere nuovi stimoli e proposte, ed è anche per questo che quest’anno la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, in collaborazione con la Fondazione Robert Hollman e l’Istituto dei ciechi di Milano, ha presentato il primo concorso italiano di letteratura tattile adattata “Tocca a te!”, ideato appunto per stimolare la creazione, la ricerca, lo sviluppo, la produzione e la diffusione dell’editoria tattile in Italia. “Tocca a te!” premierà gli album più belli e selezionerà i cinque partecipanti italiani alla X edizione del Concorso Internazionale Typhlo & Tactus, che avrà luogo a Praga nel novembre del 2011 e che da quest’anno sarà aperto a tutti i paesi del mondo con la collaborazione di ICEVI (International Council for Education of People with Visual Impairment), l’organizzazione mondiale per l’educazione e la formazione delle persone con disabilità visiva presente in 185 paesi del mondo. La Federazione raccoglierà sul territorio nazionale i libri, parteciperà alla commissione giudicatrice del concorso (composta da giurati ciechi, ipovedenti e vedenti, esperti nazionali nell’ambito della disabilità visiva e della letteratura per l’infanzia) e si impegnerà, dove ne esistano le possibilità di riproduzione seriale, a editare i titoli vincitori del premio, che entreranno così a far parte della collana di libri tattili per l’infanzia “Sotto a chi tocca”.

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