Irene Scarpati è direttore editoriale di biancoenero edizioni, una casa editrice indipendente nata a Roma nel 2005. La casa editrice riprende idealmente l’esperienza degli anni ’70 della biancoenero edizioni d’arte, di cui ha voluto mantenere lo spirito di sperimentazione e ricerca. Il suo piano editoriale trova nel concetto di accessibilità il cardine dei progetti e delle collane di arte e narrativa. Nascono così i suoi progetti di lettura per ragazzi, che sono essenzialmente progetti di integrazione, per incoraggiare alla lettura anche chi, per un motivo o per un altro, fa fatica a leggere.

 

Come e perché nasce una collana di narrativa per i bambini dislessici?

Il perché è semplice: una piccola casa editrice deve pensare la sua linea editoriale cercando di intercettare bisogni non soddisfatti, spazi non esplorati dell’offerta editoriale.

In Italia, al contrario di altri paesi europei, testi di narrativa per bambini con difficoltà di lettura non esistevano.

“leggimi!”, la nostra prima collana, è nata dall’incontro di biancoenero edizioni con la Sinnos editrice, è stato un progetto comune.

 

Quali sono le caratteristiche di un libro per bambini dislessici?

Va fatta una premessa: ai bambini con difficoltà di lettura si propongono libri adatti a una fascia d’età inferiore, perché più semplici. Il nostro primo obiettivo è stato invece quello di proporre delle storie che fossero adatte alla fascia d’età cui ci rivolgevamo, storie divertenti, piacevoli, che valesse la pena pubblicare.

Poi naturalmente ci sono tutti quegli accorgimenti sintattici e tipografici che agevolano la lettura, che da tempo sono stati codificati e che noi abbiamo messo a punto assieme a esperti.

Il carattere di stampa è stato appositamente studiato per i bambini dislessici, differenziando le lettere speculari (quelle che fanno fare maggiore confusione: d-b, p-q, etc.) e accentuando ascendenti e discendenti rispetto all’occhio medio del carattere.

L’impaginazione lascia una lunghezza irregolare delle righe (non giustificate a destra) in modo che queste possano seguire il ritmo della narrazione. Inoltre, in questo modo, non si spezzano le parole per andare a capo.

Infine, la spaziatura dei paragrafi e delle battute di dialogo: un modo per rendere la pagina più leggera e amichevole, perché ci siano dei “traguardi” facilmente raggiungibili.

Per quanto riguarda l’aspetto sintattico, un’attenzione particolare è rivolta al soggetto dell’azione, che deve essere sempre ben chiaro, eliminando tutte quelle possibili ambiguità che sono spesso presenti nei testi e che, per un lettore insicuro, sono ostacolo e motivo di ulteriore insicurezza.

Infine si cerca di limitare la concentrazione di “parole difficili”, perché l’arricchimento lessicale sia graduale e calibrato. Semplicità ma non impoverimento.

 

E per i ragazzi più grandi?

biancoenero ha aggiunto poi altre collane, per raggiungere anche altre fasce d’età. La collana “Raccontami”, per esempio, raccoglie i classici della letteratura per ragazzi. Vede applicati gli stessi criteri sintattici e tipografici, ma adattati a lettori più grandi.

È importante infatti che i nostri libri siano per tutti e che anche il loro aspetto non li costringa in una sorta di “ghetto”, trasformandoli in una specie di strumento terapeutico.

“Raccontami” inoltre ha un CD audio, non tanto per aiutare la lettura, quanto per far recuperare quegli elementi – ritmo e intonazione – che, chi ha difficoltà di lettura, ha interiorizzato meno.

Ed è appena uscita “Grandi!”, collana per giovani-adulti. Una narrativa diversa, di tipo giornalistico, che propone ai ragazzi il racconto delle “vite speciali di eroi normali”, modelli insomma molto lontani dagli stereotipi dominanti. Abbiamo iniziato con il mitico Zàtopek, grande atleta e uomo coraggioso.

 

Perché parlate di “Alta leggibilità”?

Abbiamo chiamato il nostro progetto di lavoro “Alta leggibilità” perché volevamo rivolgerci non solo ai dislessici, ma anche, ad esempio, a quella realtà in continua crescita nel nostro paese che sono i “lettori riluttanti”: ragazzi che per tanti diversi motivi hanno diffidenza nei confronti della lettura; ragazzi non di madre lingua italiana, o che magari non hanno acquisito particolare familiarità con i libri.

È un tema, quello dei lettori riluttanti, che in altri paesi come la Gran Bretagna è molto dibattuto e affrontato seriamente. Da noi magari se ne parla, sciorinando deprimenti statistiche, ma si fa poco per affrontarlo e in generale per adottare politiche efficaci per la promozione della lettura.

Il progetto “Alta leggibilità”, per quanto piccolo, vuole essere il nostro contributo.

 

Altri progetti per il futuro?

Nel futuro c’è “Zoom – la lettura si avvicina”: una nuova collana di narrativa per i bambini della scuola elementare con un font tutto nuovo, che sarà gratuita per tutte quelle istituzioni scolastiche e non che desiderino adottarla!

 

Per saperne di più: www.biancoeneroedizioni.com

 

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